Bohemian Rapsody


I post pictures of lovely things, so: everything (songs, video, images...) about Queen and Freddie Mercury, whom I love deeply; all about the music I like (so you'll find a lot of 80s, rock and evergreen hits); beautiful girls (Keira Knightley and Natalie Portman on top) and handsome guys (Johnny Deep and Brandon Flowers in primis); movie stars of the past; pics from my beloved movies and TV series; funny and ironic cartoons; photos by David LaChapelle and Annie Leibovitz; but also serious things, about environmental problems, the foolishness of religion and of the Italian government (most of the shit I post is by mr Berlusconi and his colleagues).

28th November 2009

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fuckyeahrocknroll:

John Lennon & Mick Jagger

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John Lennon & Mick Jagger

28th November 2009

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bohemea:

Beatles

bohemea:

Beatles

28th November 2009

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emmanuelnegro:

stupidaputtana:

batchiara:

quartodisecolo:

braccia rubate all’escavazione mineraria - vanz - FriendFeed


si, ecco: questa robaccia qui l’ho vista anche io ieri [per la prima e spero ultima volta] in metropolitana, a porta venezia. mi è venuto un travaso di bile. cristosanto.

mi sento morire dentro.

brrrrrrrrrrrrrrr

emmanuelnegro:

stupidaputtana:

batchiara:

quartodisecolo:

braccia rubate all’escavazione mineraria - vanz - FriendFeed

si, ecco: questa robaccia qui l’ho vista anche io ieri [per la prima e spero ultima volta] in metropolitana, a porta venezia. mi è venuto un travaso di bile. cristosanto.

mi sento morire dentro.

brrrrrrrrrrrrrrr

28th November 2009

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emmanuelnegro:

braindead:

<mz> http://i47.tinypic.com/6yd507.jpg - il mio docente di matematica alle superiori

emmanuelnegro:

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<mz> http://i47.tinypic.com/6yd507.jpg - il mio docente di matematica alle superiori

28th November 2009

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emmanuelnegro:

Whatever makes you happy
Whatever you want
You’re so fuckin’ special
I wish I was special

But I’m a creep,
I’m a weirdo
What the hell am I doin’ here?
I don’t belong here

I don’t belong here…

Radiohead, Creep

Peggiorare l'impeggiorabile →

Supponendo, per amor di discussione, di voler accettare la provocazione, dobbiamo concludere che ad Anagni non ci si limita ad emarginare i trans, gli omosessuali, le donne e gli immigrati, come ormai usa in questo paese disgraziato, ma ci si spinge fino alla discriminazione esplicita dei malati.

Bel salto di qualità, nevvero?

Buy Nothing Day 2009 →

Anche quest’anno non poteva mancare il Buy Nothing Day, ovvero la giornata del non acquisto. Un’idea nata dall’artista grafico canadese, Ted Dave, ottenebrato dal consumismo sfrenato, che ha lanciato questa campagna, ormai nel lontano 1992, per dimostrare che in realtà sono i consumatori ad avere un potere molto forte nell’economia.

Dal 2001 il Buy Nothing Day ha varcato i confini americani arrivando oltreoceano e diffondendosi un po’ dappertutto. Il fine essenziale è quello di passare un’intera giornata senza spendere nulla. Quest’anno il Buy Nothing Day sarà Sabato 28 (in UK) e domenica 29 novembre. Le regole sono sempre quelle e più semplici che mai, per 24 ore disintossicazione dai negozi!

Non è un caso che questa ricorrenza si celebra sempre a fine novembre proprio alla vigilia del thanks-giving day, la “giornata del ringraziamento” che in America corrisponde, da un punto di vista commerciale, al nostro Natale.

Durante questa giornata ci si può appropriare di una fetta di tempo che generalmente dedichiamo allo shopping e di tutte quelle attività a cui generalmente riserviamo del tempo molto limitato. Sebbene lo sciopero dell’acquisto duri appena un giorno, a partire dal giorno successivo sarebbe comunque fondamentale acquistare con consapevolezza mirando alle produzioni locali, o a prodotti a Km zero o con pochi imballaggi… in poche parole di tutti quegli oggetti realizzati rispettando l’ambiente.

Il messaggio che Buy Nothing Day vuole lanciare è imparare a vivere più semplicemente e acquistare il meno possibile, diminuendo i consumi, autoproducendo del cibo… trovare insomma delle alternative ad uno stile di vita incentrato sullo shopping, sul consumo imperante e inconsapevole; rendersi conto degli effetti devastanti che tale consumo ha nell’ambito sociale, economico, ambientale e psicologico e promuovere economie ecologiche responsabili nei confronti dell’ambiente e non nei confronti del Pil.

Proprio quest’anno qualche giorno dopo il Buy Nothing Day si svolgerà il tanto atteso summit di Copenhagen, un incontro storico dove si decideranno le sorti del nostro pianeta e dal quale si spera verrà creato un documento che possa trovare condivisione unanime su argomenti importanti come il riscaldamento climatico e l’inquinamento.

È il consumo sfrenato che richiede una produzione continua motivo delle problematiche ambientali che quotidianamente preoccupano sempre di più. Forse siamo ancora in tempo per fermare catastrofi ambientali “annunciate”; è necessario però partire dal basso, cioè da ogni singola nostra azione, anche la più semplice e scontata, cominciando a correggere i nostri atteggiamenti.

Camminare, al tempo della Decrescita (quarta puntata) →

di Luigi Lazzarini

Un Natale diverso

Il Natale si sta avvicinando, vedo con una certa apprensione i primi abeti rossi strappati dai boschi profumati e sistemati nelle piazze, una certa agitazione nelle strade della città, i negozi cominciano ad addobbare le vetrine ed i comuni le strade con le famigerate luminarie, sui giornali escono degli inserti speciali su “Cosa fare a Natale”, che traboccano di proposte molto glamour, carissime, ma eque, lontanissime, ma economiche, anche quest’anno non si può rinunciare alle vacanze, ma bisogna farle “low cost”.

Che poi il vostro volo a/r per Parigi a 30 euro emetta 400 kg. di co2 i cui danni all’atmosfera pagheranno altri non è calcolato nella filosofia low cost…
Io sono particolarmente a disagio in questo periodo e il mio stato d’animo peggiora mano a mano che il Natale si avvicina. Quella festa casalinga, dove si aprivano i regali sotto l’albero e s’incontravano i nonni e gli zii a pranzo, mi sembra che sia stata sepolta da un orgia di consumi smodati ed inutili. Il solo camminare per le strade di una città mi provoca un disturbo ed una rabbia amara, nel pensare a quante energie e danari vengono sprecano per il Natale che potrebbero essere rivolte ad altro
Personalmente faccio obiezione al Natale consumistico da anni, ho abolito i regali e tutti i festeggiamenti connessi.

Perchè ho fatto questa premessa? perchè vorrei raccontarvi di un Natale diverso, di un Natale in cammino in luoghi meravigliosi, tra persone autentiche e genuine, un Natale salutare per il corpo e per la mente.
Un Natale sobrio e decrescente.

Il mio è il racconto di una settimana in cammino, tra Cava dei Tirreni e Punta Campanella, tra la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina dal 19 al 26 dicembre, che ho vissuto l’anno scorso con la Boscaglia.
Una delle sensazioni più particolari è stata lasciare Santa Maria in Castello, il giorno di Natale, in mezzo ad una nebbia fittissima con il sottofondo dalla messa cantata, che amplificata anche fuori dalla chiesa, ci ha accompagnati per ore in mezzo alla montagna.

La penisola è così, meraviglioso balcone di limoneti e sentieri a picco sul mare.
La partenza dell’itinerario è dalla Badia di Cava, maestosa abbazia dell’anno mille, incastrata in una valle stretta, umida e boscosa, salendo verso il Santuario dell’Avvocata incontriamo anche un po’ di neve, ma presto i panorami si aprono, laggiù c’è Cetara e inizia la costiera amalfitana. Al primo terrazzo ci mangiamo qualcosa, il sole scalda e ci svestiamo un po’, ci accorgiamo di essere arrivati al Sud. La vegetazione mediterranea completa questa sensazione: lecci, olivastri, carrubi, ginestre.
Dal santuario ci affacciamo su Maiori e, scendendo, cominciamo a capire perchè dicono che qui è tutta ‘na scalinatella… Il giorno dopo infatti sarà tutta una scala, da Maiori a Minori, da Ravello a Atrani.

La salita a Ravello è particolamente bella, dalla Villa Romana di Minori, si prendono le scale e dopo un’infinità di gradini, si arriva alla Chiesa di San Michele Arcangelo, poi tra androni e il tunnel sotto Villa Ruffolo si sbuca finalmente nella piazza. Ravello è costruita in una posizione fantastica ed infatti è piena di ville stupende, perchè i lord inglesi nell’ottocento se ne innamorarono. Villa Ruffolo è un luogo incantato, che mescola l’architettura medioevale a quella moresca, ha una serie di giardini pensili, straboccanti di fiori a picco sul mare, nel chiostro arabo una musica celestiale ci ammalia e pensiamo a Richard Wagner che in questi giardini trovò l’ispirazione per il giardino di Klingsor, nel secondo atto del Parsifal. In sua memoria nelle terrazze ancor’oggi si suona la sua musica.
Anche il duomo di Ravello è un gioiello raro, c’è un pulpito ed un ambone interamente coperti di mosaici, sono opere cristiane antichissime, con echi bizantini.

La discesa ad Atrani è sempre su scalinate, ripide e panoramiche fino al Paese Presepe, questo minuscolo borgo di pescatori è incastonato in una stretta valle ed era sede della classe dirigente del Ducato di Amalfi, nel periodo delle Repubbliche Marinare. Si spiegano così l’enorme numero di chiese e cappelle, dovute alla munificenza della nobiltà locale. Tanti sono i presepi che illuminano le viuzze e fanno capolino passeggiando per il paese. Visto che siamo in un covo di pescatori non ci facciamo sfuggire l’occasione per mangiare il buon pesce appena pescato con il vino bianco di Tramonti.

La mattina di buon ora attraversiamo Amalfi, visto l’affollamento di turisti, ben presto l’abbandoniamo per dirigerci verso il selvaggio Vallone delle Ferriere, ma non prima di aver visitato il piccolo e delizioso Museo della Carta. Nella valle dei Mulini che sovrasta Amalfi, fin dal secolo XII, si produceva carta, anzi carta bambagina, attraverso la macerazione degli stracci e secondo le tecniche che gli amalfitani avevano appreso dagli arabi. Nel museo si possono vedere, ancora funzionanti, gli strumenti per la produzione della carta, presse, filtri e marchingegni vari, che venivano mossi dalla forza dell’acqua.
Risalendo la Valle incontriamo parecchie antiche cartiere diroccate, con le caratteristiche grandi finestre che servivano per asciugare la carta al vento.

Sotto l’enorme arco di un vecchio rudere abbandoniamo la Valle dei Mulini e ci inerpichiamo per un sentiero che costeggia la Riserva Integrale del Vallone delle Ferriere. Nel visitare la costiera amalfitana dal mare non ci si rende conto delle maestose e imponenti montagne che la attraversano a pochi chilometri dal mare, in questa giornata ci sembrerà di aver cambiato continente, tanto diverso è l’ambiente naturale: canyon grondanti acqua, cascate, boschi di castagni verticali e sentieri ghiacciati immersi nella faggeta.

Arriviamo a San Lazzaro a notte oramai fatta e ci facciamo rinfrancare da una sfogliatella alla crema, insieme ad un caffè, buono come solo qui sanno fare.
Il giorno dopo ci attende uno dei sentieri più famosi della costiera, il sentiero degli Dei, da Bomerano a Nocelle, quattro ore di percorso aereo, sospesi tra cielo e mare, accarezzati dal vento sopra Furore, Praiano e poi scale e ancora scale… fino a Positano.

Che si rivela un po’ troppo “veneziano” per i nostri gusti, nel senso che è pieno di negozi per turisti e l’atmosfera non ci piace, così riprendiamo le nostre amate scale verso Santa Maria in Castello. Rupi di calcare e falchi roteanti assisteranno alla nostra salita, fino alla “Sorgente del Melo” l’agriturismo che ci ospiterà per due giorni. Ci accolgono i belati delle capre e gente che sta ancora mangiando (è l’anti vigilia). In questo piacevole luogo verremmo coccolati dalla squisita ospitalità della famiglia che gestisce la fattoria e che ci permetterà di passare un Natale veramente particolare, passando tutto il giorno a camminare sulle pendici del Molare, tra Santa Maria e Montepertuso. Un luogo magico e lontanissimo dalle vetrine e da tutte le falsità del Natale consumistico.

Non ci resta che raggiungere la punta della penisola, dopo Sant’Agata dei Due Golfi, si risale il Monte Costanzo e ci s’incammina su questo lungo e spoglio crinale, verso Punta Campanella. La montagna è brulla e battuta dai venti, c’è una vegetazione bassa e diversa, arbusti semi-tropicali che non abbiamo incontrato prima. Alla nostra sinistra la Baia di Ieranto e la penisola che si allunga sul mare come un artiglio, all’orizzonte l’isola di Capri, i faraglioni, che vista da qui non sembra affatto un luogo mondano. Il viaggio sta finendo, ci resteranno negli occhi le terrazze piene di alberi di limoni e mandarini, il riverbero del sole sul mare lontano mentre sferzati dal vento camminiamo sul sentiero.
A Sorrento, quando rientreremo nella “civiltà” qualcuno dirà, ma guarda è passato il Natale e noi non ce ne siamo neanche accorti…

In ginocchio da te →

Invece di chiedere perdono ai cittadini per aver mentito, per essersi sottoposto a un ricatto senza denunciarlo e per essersi fatto gli affari suoi con l’automobile di servizio, Piero Marrazzo chiede scusa al Papa per averlo preso in quel posto da qualche trans.

Tanto per chiarire chi sia sovrano, tra il popolo e il Vaticano.

27th November 2009

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La maggior parte della gente, oggi, è su posizioni agnostiche. E non ha tutti i torti, visto che le religioni hanno fallito il loro compito. Forse è giunto il momento di riconoscere che valori come tolleranza, compassione, perdono sono valori umani, non religiosi.
— Il Dalai Lama in un’intervista all’Espresso del 19 novembre 2009 (via aitan) (via mediapop) (via monicagellerb) (via monicabionda) (via 3n0m15) (via combinazionialeatorie) (via clairefisher) (via lucretia) (via emmanuelnegro)